L’album fotografico, la conservazione delle foto di famiglia e il trasferimento della memoria familiare

Michela Giangualano


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Analisi dell'intervista a Giovanni

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Giovanni è un ragazzo spontaneo e chiacchierone. Gli piace la natura e crede nella famiglia. Vive molto il presente, la situazione, ma gli piace anche ricordare... E’ un amante della montagna ed ama le cose semplici. Lo stile è schietto.

La vita di Giovanni scorre tranquilla e lo si vede anche dalle foto realizzate, che parlano di cose quotidiane: "C’è una foto dove c’è mia mamma che stira, cose quotidiane, il fatto in casa, poi va be’, le vecchie foto di matrimonio, quelle classiche", "gli eventi, i girettini, le passeggiate".

Giovanni da piccolo era curioso e faceva domande sulle foto: "domandavo io!". Le foto si guardavano tutti insieme: "mi ricordo che ci mettevamo lì il sabato e la domenica, io e mia sorella, mio fratello e i miei, così a guardarle". Era una sorta di rito familiare.

Adesso che è adulto Giovanni dice: "Me le cerco da solo, però ho la tendenza, quando trovo quello che stavo cercando, di farlo vedere vedere a chi c’è lì: ‘ehi, ti ricordi questo?’ ", "sono io adesso che tendo a descrivere ad altri le cose, ma anche a qualcuno che c’era faccio vedere una foto che ho fatto con i miei amici e dico: ’vi ricordate qui...pioveva’ e così via". E’ Giovanni che sta assumendo via via il ruolo del narratore di storie, sia con la famiglia che con gli amici.

Giovanni è stato colpito dalle foto dei nonni paterni: "Ma più che altro perché non li ho mai conosciuti. Allora son rimasto sempre un po’ affascinato da quel qualcosa di mistico", " i miei nonni paterni hanno avuto una vita più brillante. Sono venuti dal Veneto, han sofferto di più, hanno fatto più fatica... le storie sono più avvincenti". Insomma, sono entrati nell’alone del mito.

Le foto a cui Giovanni è più legato per motivi sentimentali sono due: "La foto di mia mamma piccola l’ho scelta perché era una foto fatta nel ’43, ’44 al tempo di guerra, dove mia mamma è vestita da montanara, da piccola montanara, ed è una foto fatta in bianco e nero da mio nonno". "L’altra, invece, che ho fatto con mio papà... me la ricordo perché l’avevo raccolta io. Una volta facevano le foto Kodak dove c’era la foto grossa assieme ad altre due più piccole attaccate insieme... allora ho staccato quella piccola e l’ho messa nel portafoglio. Ed era un momento, insomma, io ero appassionato di montagna, legato ai miei, legato a mio papà... che poi tra l’altro fisicamente simili...". In questa foto c’è proprio tutto: il senso d’appartenenza alla famiglia e la grande voglia di montagna di Giovanni.

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