La scuola vista dal web: comunicazione, identità e cultura nei siti internet delle scuole superiori di Milano |
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15. Conclusioni15.1. Il sito scolastico come luogo dell'identità scolastica e della metacognizione
Il sito scolastico fornisce un'identità pubblica molto più riconoscibile alla scuola stessa e rende accessibili all'utenza informazioni prima sommerse. Grazie alle informazioni accessibili sui siti, le scuole (e la loro offerta formativa) divengono più confrontabili e la loro proposta diventa più visibile, tangibile, concreta. La scuola che possiede un sito rende pubblica la sua anima e i suoi intenti di base, le sue esperienze e le competenze acquisite. Si qualifica. Il sito stesso pone i suoi curatori e redattori nella condizione di porsi delle domande sulla realtà scolastica, sugli obiettivi e le finalità del sito e della scuola stessa. Il sito scolastico non è una mera operazione di facciata. Il fatto che nasca principalmente con l'intento di promuovere la scuola presso il pubblico delle famiglie utenti non ne inficia le possibilità di divenire lo strumento fondante della comunità scolastica in formazione, in grado di accentrare e convogliare su di sé le forze congiunte di tutti gli stakeholder. Come dice il curatore del sito del Liceo classico Berchet, Prof. Michele Gherlone, nell'intervista riportata in appendice: "…Il sito ormai fa parte della scuola (…). È ormai uno strumento che coincide quasi con la realtà stessa del Berchet". Attraverso il sito la scuola accresce la sua cultura organizzativa ed ha occasione di riflettere sulla propria identità e proposta educativa. Si può quindi dire che il sito svolge una funzione metacognitiva, oltreché informativa e di comunicazione dell'identità. Imparare a leggere i siti è utile per divenire più consapevoli della realtà scolastica e del divenire della scuola stessa in generale come istituzione. Attraverso l'elaborazione del sito scolastico la scuola compie un passo importante verso la crescita della consapevolezza della propria funzione e del proprio posto nella società. I siti scolastici possono accrescere notevolmente, presi nel loro insieme, il senso di legittimità di questa istituzione, in un periodo storico in cui ne sono messe da più parti in discussione la valenza formativa e l'utilità. Il sito scolastico è un catalizzatore di esperienze e di emozioni, di pensieri e riflessioni, è un luogo di aggregazione, una piazza dove ognuno può esprimere il proprio pensiero e dove i pensieri, le critiche e gli apporti di tutti non possono che contribuire a rendere migliore e più vivibile quel luogo fisico, denso di ansie, pieno di contraddizioni che è la scuola. Come dice il Prof. Michele Gherlone del Liceo Berchet: "adesso il vero senso della pagina Web è in quest'aspetto dinamico, nel fatto che il flusso di comunicazione è aggiornato in tempo reale, e poi serve soprattutto per un rafforzamento di identità, del senso di appartenenza dei ragazzi". Occorre a questo punto identificare un problema reale dei siti in questione, che si riallaccia a un problema reale relativo alla vita scolastica: la possibilità di partecipazione di tutte le componenti scolastiche al progetto educativo della scuola. Di fatto si è visto nel corso dell'analisi dei siti come sia determinante il ruolo svolto dai docenti nella progettazione e realizzazione dei siti, così come nella realizzazione del progetto scolastico in senso lato. I siti più avanzati da un punto di vista culturale e comunicativo sembrano essere quelli che auspicano la partecipazione di tutti e il coinvolgimento globale di tutte le forze impegnate nella scuola. Se andiamo però a vedere in quanti casi gli intendimenti iniziali vengano a corrispondere nei fatti a una effettiva partecipazione e coinvolgimento dell'utenza potremmo restare delusi per l'esiguità di questi casi. Non solo i siti mostrano la scarsa presenza partecipativa dell'utenza esterna della scuola, anche nella realtà della scuola vissuta quotidianamente si lamenta come gli strumenti di coinvolgimento dell'utenza nella vita scolastica stiano fallendo la loro missione e siano fondamentalmente in crisi (primi fra tutti gli organi collegiali e di rappresentanza). Esiste una divaricazione profonda tra i problemi e le esigenze dei docenti, degli studenti e delle loro famiglie ed anche del resto del personale scolastico. I docenti, al di là dei problemi di carriera, economici, relativi alle riforme in atto e di lamentata sottovalutazione della loro professione a livello sociale, sono comunque gli unici decisori del progetto scolastico, in quanto il coinvolgimento di tutte le altre componenti scolastiche alla gestione della scuola è spesso scarso e di norma non voluto effettivamente. I genitori non credono più fermamente nel loro potere educativo, sono estromessi dalla società, coi suoi continui flussi di comunicazione assorbenti, e dalla scuola stessa, coi suoi intendimenti e i suoi parametri di valutazione talora contraddittori, dal loro ruolo di educatori. La scuola è come se servisse ai ragazzi per la loro integrazione nella società e per l'avviamento a una carriera lavorativa, indipendentemente da ciò che i genitori vogliono per i propri figli e da ciò che i ragazzi vogliono per loro stessi. Sono pochissimi i siti dove viene offerto uno spazio reale ai genitori in cui esporre le proprie idee e convincimenti, in cui far sentire la propria voce - i licei scientifici eccellono in positivo da questo punto di vista -. Non maggiore fortuna hanno i ragazzi, poiché gli spazi a loro forniti in gestione sono rari e discontinui i loro contributi. La domanda è: perché si dovrebbe partecipare e contribuire alla gestione di un sito scolastico? E di conseguenza: perché si dovrebbe partecipare e contribuire alla gestione della scuola stessa? Qualcuno vuole veramente che ciò accada? Gli insegnanti vogliono veramente l'intromissione degli studenti e delle loro famiglie nella gestione del progetto scolastico? La società è questo che chiede? O piuttosto gli studenti e le loro famiglie sono da considerarsi solo clienti e consumatori in ambito scolastico? Ma il cliente quanto decide del prodotto che compra se non con l'atto dell'acquisto, che diventa profitto per coloro che producono? Le famiglie e gli studenti sono solo consumatori o potenziali protagonisti attivi della scuola? I docenti coinvolti nell'indagine effettuata da questa ricerca convergono nell'idea che il sito scolastico serva soprattutto ai genitori e alle famiglie. Quello che si vuole offrire col sito è di fatto un servizio alle famiglie, soprattutto utile per l'orientamento delle stesse, ma anche per fornire loro informazioni in tempo reale sul progetto in atto nella scuola, un progetto però a cui queste famiglie di norma non sentono di essere partecipi in prima persona. È probabile che coloro che promuovono, curano e gestiscono i siti facciano parte della componente illuminata dei professori che operano nella scuola. Dal modo in cui gestiscono i loro siti si possono arguire sia la loro competenza che le loro capacità. Forse è a queste persone che bisogna chiedere di farsi parte attiva nella maggiore promozione della partecipazione alla vita scolastica da parte di tutti coloro che ne sono a vario titolo coinvolti. È un compito difficile ma da questo coinvolgimento deriverà anche la possibilità da parte della scuola pubblica di sopravvivere alla concorrenza della privata, che sicuramente ha un potenziale più elevato di attrazione in quanto alla sua proposta elitaria di offrire gli strumenti giusti per l'elevazione degli studenti a posizioni di successo e prestigio (a cui pochi possono dire di non prestare attenzione). È insomma soprattutto alla scuola pubblica che una gestione democratica del siti può servire, anche se per fare ciò è necessario che vi sia anche una gestione democratica della scuola stessa che, a causa di motivi storici e contingenti, non ha oggi delle evidenti possibilità di riuscita. Quindi quello che ci si dovrebbe chiedere è: che cosa ci si attende veramente dalla scuola? Non c'è niente che si possa dare per scontato riguardo la risposta a questa domanda. È però necessario che tutti coloro che sono coinvolti in essa abbiano la possibilità di esprimere una propria opinione in proposito, senza imboccamenti e condizionamenti, sicuri che vi sia qualcuno all'ascolto delle proprie opinioni, qualcuno che veramente cerchi di riflettere su che cosa sia meglio fare e su quale visione di scuola sia meglio focalizzare le energie di tutti.
<<< L'opinione dei curatori riguardo i loro siti | Scuole superiori statali di Milano e provincia e loro siti web >>> |
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