L’album fotografico, la conservazione delle foto di famiglia e il trasferimento della memoria familiareMichela Giangualano |
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Intervista ad Anna
Quando vivevi nella tua famiglia d’origine , ricordi di aver visto fotografie che ritraevano i tuoi familiari (genitori, nonni, zii)? Si, non tante, perché io ho 47 anni - anche se ho i genitori giovani, perché mia mamma ha 67 anni, mio padre è morto, con mia mamma abbiamo un rapporto di ventun anni di differenza ventidue - comunque c’era qualche foto che però era stata fatta in alcune occasioni, tipo la Prima Comunione, ed eravamo andati dal fotografo, cioè, non erano foto familiari fatte da gente che aveva la macchina fotografica in casa, era gente che aveva fatto questa foto in studio. Ricordo, mia mamma si ricorda, cioè, ho visto l’album fotografico di mia mamma di quando si è sposata e al suo paese - ecco, facciamo la relazione che i miei genitori vivevano in un paesino in provincia di Mantova, non venivano quindi da una città grande, che aveva una realtà diversa - qui ecco mia mamma era una delle prime del paese ad avere l’album fotografico, mia mamma si è sposata nel 54 quindi... Mi hai detto che si fotografava in studio, ma sai se c’era qualcuno della tua famiglia che scattava personalmente le fotografie (anche parenti o amici di famiglia)? No, nella mia famiglia no, anche perché ricordo che mia madre diceva sempre che c’era questo fotografo del paese, che poi non era neanche del paesino suo, doveva andare nel paese che era leggermente più grande, che era a fianco e c’era questo studio fotografico di Stergi, che si chiamava, e a cui tutti facevano riferimento perché era l’unico del circondario. Ecco, forse bisogna inquadrare il paese, che era un paese rurale di campagna, quindi erano tutti contadini, per cui c’era questo fotografo che include il paese insomma... Chi si occupava nella tua famiglia d’origine di conservare, archiviare, mettere in ordine le fotografie? E in che modo? Allora, mia mamma che le metteva in un album e a lei piaceva questo fatto, anche perché si faceva tutti insieme, anzi ricordo che poi in casa mia abbiamo iniziato a farle, ecco, poi c’è da riferire questo che i miei genitori poi, dopo che sono nata io nel 54, dopo col 56 si sono trasferiti a Milano, quindi una realtà diversa, poi lavorando entrambi, eccetera mi ricordo che avevano in casa la macchina fotografica e le archiviava lei, anche i filmini, aveva tutto in una scatola dove li teneva e tra l’altro lei è molto affezionata anche alle foto, perché mi ricordo questo particolare, che quando ci siamo sposati, sia io che mia sorella, ha voluto un album doppio anche per lei, cioè, noi ci siamo portati via il nostro e non tutti i genitori...Noi ci siamo fatti l’album insieme con tutte le foto e anche mio papà, l’hanno voluta insieme questa cosa. Ha fatto delle copie delle vostro foto di matrimonio, quindi? Si, non completo come il mio, ma con una trentina di foto, se l’è fatto lei di ogni figlia. Ricordi quali sono state le persone della tua famiglia più fotografate? Della mia famiglia d’origine penso io e mia sorella, e poi anche mia mamma, perché chi faceva le foto tutto sommato era mio papà e poi anche lui aveva preso, intorno a quando io avevo circa 12 anni, ha preso la cinepresa e quindi abbiamo tanti filmini in casa che, ovviamente, siamo protagonisti noi e lui è sempre dietro la macchina da presa. Come eventi fotografati, cosa ricordi? Eventi di vita quotidiana non tanto, più che altro quelli relativi alle vacanze, che facevamo al mare, ecco, anche perché per i miei in effetti, venuti qua a Milano, non ci son state vacanze, per cui quando è nata mia sorella, ricordo che io avevo 7 anni, intorno agli anni 60...quando andavamo in vacanza, per loro è stato l’avvenimento che li incitava, tra virgolette, il momento clou è stato quello e poi, ovviamente, la solita Prima Comunione, il Battesimo, ecco, mi ricordo il Battesimo di mia sorella, che io di foto del Battesimo forse ne ho una o due., pochissime, mentre di mia sorella - tra me e lei ci sono 7 anni di differenza - quindi probabilmente era scattato il periodo del boom economico. Quando eri piccola consultavi le fotografie da sola o insieme ad altri? E in che occasioni? Mah, io ero molto curiosa, e quindi andavo sempre a vedermele da sola, mi piaceva andare spesso a vedermele, anche di nascosto di mia mamma, perché lei era molto gelosa e le teneva sempre in un posto, però mia mamma lavorava fino alla sera, io ero in casa con mia nonna - che mia nonna era in casa con noi e...- mi capitava spesso di andare a prenderle, era proprio una cosa che mi piaceva molto, e le guardavo insieme a mia sorella, qualche volta nei rari momenti che non bisticciavamo, però, le guardavamo insieme. Quando consultavi le foto con altri, che particolari ti venivano narrati (nomi di persone, eventi, episodi di vita)? Si, ricordo che mia mamma mi raccontava "ti ricordi questo è l’anno che siamo stati in vacanza e avevamo affittato la casa..." e c’erano anche dei parenti, degli amici di mia mamma, che avevano anche loro una figlia - che poi dopo si è sposata... - e dopo tornavamo indietro con gli anni, perché poi tra l’altro noi andavamo nelle Marche e a parte le classiche foto della spiaggia, avevamo degli amici dell’hinterland vicino a Senigallia e quindi avevamo qualche foto non di mare, ma relative a delle feste, proprio di paese, piuttosto che sagre, che nei posti di mare vengono fuori. Era tua mamma che ti narrava... Si, mio papà non era un tipo troppo presente e non era un tipo particolarmente narrativo , cioè, ti diceva qualcosa, ma... Puoi descrivermi la foto che meglio ricordi, in cui comparivano tutti insieme i componenti della tua famiglia d’origine? Anche i parenti, eventualmente... Forse tutti è quella... Mi ricordo che nel Battesimo non c’è mio papà, sono in braccio alla madrina, ora che mi viene in mente - perché una volta si usava così - quindi c’è mia mamma, ma mio papà non c’è, probabilmente era più indietro, ma non è stato preso...e forse quella che, no, forse ce n’è una del mare, quando avevo 15 anni, ma c’era che mia mamma, mio papà, mia sorella e ecco, non c’è mia nonna, che possiamo considerarla della famiglia, perché lei è sempre vissuta con noi, finché è morta - siccome era vedova, eccetera, ha vissuto con noi - ecco quella del mare, del mare, si... Puoi descrivermi la foto di un parente, che ti ha colpito per qualche motivo quando eri piccola? Mi ricordo quella di mia nonna, perché ovviamente, quando vivevo con la nonna, era già sui 50 anni, mentre questa foto era molto bella - perché era vicino al comò nella sua casa di campagna - dove c’era mia nonna, con le gambe accavallate, tutta vestita in un certo modo, era il giorno prima del matrimonio, era andata dal fotografo del posto, per cui era una figura diversa, perché mia nonna attuale aveva già i capelli bianchi ed era anche cieca, mentre lì invece, era una ragazza che non sembrava neanche lei, perché aveva un atteggiamento anche abbastanza, tra virgolette, signorile, perché comunque mia nonna era una contadina, per cui io l’ho sempre vista in campagna, in situazioni così familiari, mentre lì era proprio agghindata, diciamo, da città definiamola. Cosa ti colpiva esattamente in questa foto? La differenza, non tanto l’età, la faccia perché era bella, era diversa, diciamo 30 anni prima - era cieca a 40 -.Ma proprio l’atteggiamento, il vestito, quello che mi ha colpito è l‘abbigliamento, il modo di essere lì, in questo posto tutto ordinato, ricordo proprio questa foto in bianco e nero, bellissima, lei era molto bella, con le gambe accavallate - cosa che io l’ho sempre vista con le ciabatte, con le scarpe da campagna, ecc. - . Sto pensando che aveva i capelli bianchi, anche mia nonna, nella foto in cui io avevo 5 anni - come comunque ne avrà avuti, tra mia nonna e mia mamma c’eran 20 anni, quindi lei ne avrà avuti diciamo 50 - . Era giovane, perché avrà avuto mia mamma a 20 anni, ma mia mamma mi ha avuta a 21 anni. Per cui non è che c’è tanta differenza: è proprio l’abbigliamento che mi ha colpito. In questa foto, un estraneo che l’avesse vista, avrebbe saputo riconoscere le fattezze di tua nonna? No, secondo me no, perché io quando l’ho vista la prima volta ho chiesto: "Chi è?", perché non avrei mai detto che era mia nonna, era così...in un altro contesto. Mi puoi narrare un episodio divertente o simpatico che ti è stato riferito consultando fotografie di famiglia?... Un evento fotografato che si può ricollegare a una storia piacevole... Fammi pensare...piacevole... Ecco, mi ricordo una foto di quando sono stata in colonia. Mi ricordo i primi anni, che appunto i miei genitori sono venuti qua, non andavamo in vacanza. Mia mamma ha pensato bene di mandarmi - che io l’ho sempre odiata questa qui - nella colonia. E ho le foto con tutto questo gruppo, con cui probabilmente avevamo un’animatrice abbastanza che ci riusciva a coinvolgere: c’era un bel gruppo e mi ricordo questa foto; e ricordo quel momento particolarmente felice. Mi ricordo quel periodo, che nonostante non fossi voluta andare, mi ricordo che è stato un momento veramente felice della mia vita, per cui, quando rivedo quella foto - che ce l’ho ancora, me la sono portata via da casa -, mi ricordo ancora che in quell’occasione lì è stata una bella vacanza. Mi puoi narrare ora di un evento triste o drammatico, che si possa ricollegare ad una fotografia? Si, ricordo la foto della mia Prima Comunione, perché, dunque, siccome avevo dovuto mettere un abito che non mi piaceva, che mia mamma aveva comprato all’Onestà - non scendiamo in particolari bassi, terribili quei vestiti tipo da sposa, osceni -, mia mamma mi aveva portato anche dal parrucchiere in quel contesto e siccome, ripeto, era una persona che non era, non erano gente facoltosissima - poi si sono ripresi abbastanza e la situazione è migliorata, però all’inizio, quando uno si sposa, non è così facile - e quindi avevano comprato ‘sto vestito - con fatica, poverini - e mi aveva praticamente portato dal parrucchiere e io a casa mi sono tagliata completamente i capelli e mi ricordo che a casa ne ho prese tante, ma tante; perciò mi ricordo proprio quel momento, in cui i capelli me li ero tagliati io, in una maniera tremenda... E quindi mi ricordo di averne prese tante, ma tante, ma tante, ma tante... E mi viene in mente quella cosa lì. E’ il ricordo della delusione di tua madre o è proprio il ricordo delle botte ciò che ti rammenta la foto? No, è proprio il ricordo delle botte, dei capelli non mi interessa, perché tanto non mi piaceva neanche il vestito, per cui, non c’era problema. A che epoca risalgono le foto più vecchie della tua famiglia che hai avuto occasione di vedere? Penso quelle di mia mamma intorno al 40 e forse quelle di mia nonna del 30. Cosa ti comunica il vedere queste foto così vecchie? Ma, mi piace vederle, ti dirò, perché la foto in bianco e nero mi piace molto, devo esser sincera, e ti dà l’idea - sembra una frase banale - delle tue radici, cioè vedi la famiglia, la continuità, il cambiamento, cioè anche nei tratti del viso se guardiamo, di generazione in generazione, ognuno ha un po’ il suo simbolo, così no? In effetti vedi lo scorrere del tempo. Esiste una foto che ritragga tuoi familiari a cui, per qualsiasi motivo, ti senti più legata che alle altre?... Quella che porteresti via se ti bruciasse la casa... E’ forse quella del mio matrimonio, perché c’è, vedo, mia mamma che è presa dalla disperazione, cioè, con un aria che non è sua, no? E mio padre invece con... con un’espressione di orgoglio, non so, mi piace molto questa cosa, mi sembra cioè, va be’ che... di vedere quanto io sono stata importante; forse è l’impatto di vedere quanto lui è orgoglioso - certo per gli uomini spesso c’è questa facciata - di vedere quanto si è importanti e l’andare via di un figlio metta a repentaglio, in discussione...E’ sempre un lutto, tra virgolette, è una perdita. Sentimenti importanti, nella mia famiglia non c’era un grosso dialogo - cioè, in tutta la generazione di allora forse, non c’era come adesso, non c’era quella familiarità che c’è adesso -.Poi tra l’altro mio padre, no, perché era un carattere molto chiuso... Con mia mamma un po’ di più, però mia mamma è una che lavorava molto. Eravamo in casa con mia nonna: sostanzialmente lei tornava alle 6, 6 e 20 di sera e poi c’aveva trecento cose da fare, per cui in quel momento mi son sentita importante. Ho visto che creavo qualche... cioè, non che li tenevo uniti, ma era un motivo di perdita per loro. In quale modo principalmente sei venuta a conoscenza di storie vissute relative alla tua famiglia e parentela? Guarda, la fonte principale forse più che mia mamma è stata mia nonna. Guarda, io ho avuto una mamma fuori che, oltre alla nonna che era a Mantova, io sono venuta a Milano con la mamma di mio papà, che era vedova e questa nonna qui è quella che ho avuto in casa, ed è forse quella che c’ha sempre raccontato morte, vita e miracoli di tutti, il paese, dei miei genitori. Si, anche loro raccontavano, però la narratrice era sicuramente lei. E in che circostanze vi narrava queste storie? Lei sempre, ogni tanto... A parte che era un carattere molto forte e quindi probabilmente ha un po’ preso in mano la situazione della famiglia, un po’ perché i miei lavoravano, un po’ perché era un tipo così, e lei raccontava veramente tutto, ma tanto proprio, e così... direi a tavola c’erano dei momenti di più, però sempre. Ritieni che la consultazione delle foto di famiglia ti abbia favorito nella conoscenza di episodi legati alla storia della tua famiglia? Familiari non tanto: le narrazioni sono avvenute di più senza foto, però nei filmini ogni tanto viene fuori, più che altro sono stati verbali. Provi una sensazione di maggior appartenenza alla tua storia familiare, grazie alla consultazione di foto di famiglia? Comunque è un momento affettivo, al di là che ne abbia poche, però, è sempre un legame...Ricordo con tenerezza la foto di mio papà quando aveva 3 anni, 2 anni e mezzo - adesso non ricordo più -. Siccome aveva fatto una malattia veramente un po’... era nato prematuro, sottonutrito, ecc. e mia nonna ha fatto un voto, come succedeva anni fa, era vestito da fraticello - come certe cose le leggi, no? -. E mi ricordo che era un’espressione...perché questo bambino tagliato proprio a caschetto così da fraticello, e in effetti mi ha... perché mi assomiglia proprio in quella foto, probabilmente perché ha i capelli dritti, cosa che invece non li aveva normalmente, fatti così...ed è una foto che mi fa tenerezza, guardandola mi suscita emozioni quello. Per quanto ne abbia poche o tante, qualche cosa ti suscitano si, sono convinta di sì. Esistono ancora materialmente le foto di famiglia di cui abbiamo parlato? Si E chi le conserva? Beh, adesso che mia nonna c’è ancora, ma è andata ad abitare a casa di una mia zia, mia mamma ha preso su qualche foto di mia nonna e quindi sono a casa di mia mamma. Le foto della tua famiglia d’origine le conserva tua mamma, quindi? Si, le ha mia mamma,,, Al trapasso sarà...come succede di solito. Voi figlie le avete chiesto delle foto o delle copie? E’ un po’... Lei dice che ce le fa vedere, ma te le fa guardare, però le vuole lì... Non c’è niente da fare. E invece nella tua famiglia attuale chi si occupa di archiviare e ordinare le foto? Mio marito le fa, archiviarle io. Adesso siamo in un momento di stasi tremendo, perché abbiamo uno scatolone tremendo, arretrato, perché col primo figlio, anche se hai trecento foto, però hai il tempo di archiviarle. Col secondo abbiamo ordinato fino a una certa età: Adesso ne abbiamo ancora un po’ da sistemare. Però sono io che le sistemo. Ha mai litigato per il possesso di una foto? No. Possiedi foto ritagliate (anche per motivi tecnici)? No. Come ti è sembrata questa intervista? Bella, mi sembra che faccia rinviare... In effetti è vero: le foto sono un legame affettivo molto forte. C’è qualcosa, che si può riferire alle foto di famiglia, di cui io non ti ho chiesto, ma di cui vuoi parlarmi? Ecco, va be’, sento un po’... avrei avuto piacere di aver avuto più foto relative alla mia famiglia, ed anche alla mia infanzia, però non ne ho tantissime, ovviamente: è legato anche al periodo, non si può pretendere, anche perché forse io ho 500 foto, forse anche per quello, e non ho foto mie, che avrei avuto il piacere di avere. Anche per quello, anche dei miei genitori da piccoli ne ho pochissime, ne ho solo due o tre, così, e penso che siano invece importanti: per questo ricordo che hai dal punto di vista affettivo. Ecco, infatti, mi è successo che ci è entrata l’acqua nel box e alcune foto mi si son rovinate e questo è un grosso dispiacere, perché in effetti mi dispiacerebbe perdere delle foto, anche se magari in alcune sei venuta male, sei brutta... però sono sempre lì a ricordarti un particolare momento della tua vita. Conservi tutte le foto? Sai cos’è? Faccio per esempio degli album e poi le altre le tengo in una scatola, perché ne abbiamo fatte talvolta tantissime e poi sbagli: le foto che hai fatto 10 volte magari vengono bene tutte e dieci, le foto che ne fai una sola, magari ti viene male. Però io le tengo. C’è un attimo della tua vita che avresti voluto fotografare e non avevi la macchina fotografica? Beh, sono tanti. Me ne rendo conto ora a volte. Anche a scuola, per esempio, che avrei molto bisogno , oltre che della macchina fotografica, anche della telecamera, perché a volte, rispetto la macchina fotografica la videocamera ti fa vedere il prima e il dopo dell’azione, no? E mi sarebbe piaciuto avere una foto di quando è nato mio figlio, cioè, io ho tantissime foto di quando i bimbi erano piccoli, però proprio del momento che è nato - non so perché, forse perché vedi tanti, anche, a volte, parti in televisione.. e proprio quel momento lì, vedere la faccia mia e di mio marito in quel momento. Perché va be’, tu te la immagini, però non la vedi e va be’: io ho visto la sua, lui ha visto la mia, però proprio vedere. L’immagino perché l’ho visto, però proprio fissarla quella cosa lì, perché poi proprio di tutto ci si dimentica, con le esperienze, te le dimentichi, no? Forse proprio quella lì dell’appena nato e poi ce ne sono tanti dei momenti, che magari ti sembrano più importanti però non ce l’hai addietro. Succede :tante volte, veramente tante volte, poiché dei momenti particolari che magari adesso è una stupidata, che magari tuo marito è col bambino e in quel momento hanno la stessa espressione...diciamo vedi il coinvolgimento, la relazione. Parli delle foto in azione? Si, proprio quei momenti che tu magari non hai la macchina, però è una foto che in quel momento c’è un feeling. Grazie. <<< Schema dell'intervista | Intervista a Maria >>> |
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